Ostetrica Lucia Castelli

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Il desiderio

Il desiderio sessuale costituisce l’aspetto più sfuggente della sessualità umana: è squisitamente soggettivo, difficile da definire e da misurare” (Treccani).


Nei secoli il desiderio sessuale ha avuto caratteristiche molto differenti a seconda che ci si riferisse al genere maschile o a quello femminile.

Gli uomini sono sempre stati incoraggiati a esternare le proprie pulsioni mentre le donne hanno sempre dovuto reprimere i propri istinti in favore di comportamenti casti e puri.

Nella cultura moderna occidentale, invece, a entrambi i sessi è consentito esprimersi liberamente; è la mancanza di desiderio, ora, a essere considerata un disturbo.

La sua concezione si è completamente ribaltata e secondo alcuni studi è la disfunzione sessuale più diffusa nella società contemporanea.

Secondo H. Kaplan il desiderio è il motore del ciclo della risposta sessuale; è ciò che innesca la libido, che ci rende predisposti ad attuare dei comportamenti che ci porteranno a riprodurci.

Tutti i sensi si attivano, siamo ricettivi, inclini verso l’altro, che questo sia uno sconosciuto, un’avventura occasionale o il nostro partner da una vita.

Ciò che scatena il desiderio è assolutamente soggettivo, qualcosa che riteniamo “sexy”, fisicamente e intellettualmente, oppure l’affetto e la sicurezza della vita di coppia che dura da anni.

Ciò che aumenta il desiderio può essere sia fisiologico che psicologico; fanno parte della prima categoria il testosterone, gli afrodisiaci e la stimolazione corporea e genitale. Ai fattori psicologici invece appartengono la stimolazione erotica, le fantasie, l’amore, l’attrazione per il partner e il corteggiamento.

Al contrario i “soppressori sessuali” sono i disordini ormonali, la depressione e i farmaci con effetti negativi sulla sessualità. Mentre i deterrenti mentali sono un partner che non ci attrae, avere pensieri, fantasie ed emozioni negative, lo stress e la paura.

Il meccanismo di inibizione si basa sull’impiego di immagini, associazioni, emozioni e pensieri svantaggiosi al mantenimento del desiderio. Non serve rievocare argomenti specifici, ognuno di noi ha i propri, ma l’effetto è il medesimo.

Un disturbo del desiderio può essere generale o situazionale: nel primo caso tutte le sensazioni erotiche provocano ansia e attivano una risposta di difesa; nel secondo, invece, il problema si instaura solo in determinate situazioni specifiche.

Oltre a determinare se questo disturbo sia diffuso o circoscritto è importante capire se sia solo un calo o una vera e propria avversione.

Per avere un aiuto valido, è fondamentale rivolgersi a figure professionali formate che possano fare una diagnosi accurata e sostenervi nella risoluzione del problema.

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